Food art da indossare, il progetto V.A.Z.A di Sarah Liberti

Food art da indossare, il progetto V.A.Z.A di Sarah Liberti

Don’t eat, wear it. Si potrebbe sintetizzare così il lavoro di Sarah Liberti, giovane e talentuosa artigiana napoletana, che ha messo il cibo al centro delle sue creazioni gourmet. Con una Laurea in Chimica degli alimenti in tasca, Sarah ha dato vita a V.A.Z.A., il suo progetto sulla food art che vi farà letteralmente innamorare, acronimo di  Vitamine Amminoacidi Zuccheri e Acidi grassi, molecole fondamentali che compongono tutto ciò di cui ci nutriamo, e che nelle sue mani si trasformano in oggetti unici ed esclusivi. “Quando guardo un cibo ormai vedo subito l’oggetto che potrebbe diventare”: così dice a proposito dell’ispirazione che c’è dietro i suoi lavori: accessori moda, oggetti d’arredo, gioielli e bouquet da sposa, tutto utilizzando materie prime di origine alimentare: semi commestibili, buccia di frutta, legumi, verdure, diverse varietà di riso, spezie, fiori ecc. L’idea è quella di dar vita ad un oggetto dal gusto ricercato e originale capace di esaltare la bellezza naturale dei sapori e dei colori caldi e vivaci della cucina tradizionale ed esotica. La storia di Sarah è la storia di tanti giovani talenti  made in Italy, che di fronte alle difficoltà di trovare un’occupazione stabile decidono di fare della propria passione, in questo caso per le arti manuali, il proprio lavoro. Lei, assieme ad altre donne di talento,  hanno dato vita a Connessioni Creative, un gruppo di artiste, stiliste e artigiane napoletane impegnato a diffondere tutta la bellezza dell’handmade e dell’artigianato all’insegna della creatività e del riciclo sostenibile. Per guardare da vicino i loro lavori, l’appuntamento è per il 25 maggio 2017 per l’evento “Connessioni in Rosa”. Ho chiesto a Sarah di parlarmene in questa intervista che ripercorre un po’ tutta la sua storia, dagli inizi di V.A.Z.A. fino alla nuova linea Food Flowers, pensata per una sposa creativa e golosa.

Credit: Romina Romano Ph

Dove inizia questa tua passione per la food art?

Amo il buon cibo, ma in un piatto guardo molto l’abbinamento dei colori dei cibi utilizzati; anche quando mi cimento in cucina scelgo di abbinare cibi che si sposano bene anche cromaticamente. Da qui l’idea di creare con gli alimenti qualcosa di duraturo.
 

Cibo e arte. Un binomio che per te ha il nome di V.A.Z.A. Come nasce questo progetto di food creations?

Dopo la laurea volevo prendermi un momento di pausa e mi sono dedicata alla mia passione per le arti manuali. Sono sempre stata una persona curiosa e, grazie a libri e tutorial, ho sempre provato a sperimentare tecniche diverse. Ho scoperto la resina trasparente proprio grazie ad un tutorial in rete e non avendo glitter, perline e minuteria da inglobare in resina decisi di inserire qualcosa che avevo in quantità industriali: le spezie! Ne avevo di ogni tipo, colore, grandezza e così nacquero i primi cabochon. Presentai la mia idea di gioiello gourmet per un progetto organizzato dal Comune di Napoli e così partecipai al Vivaio Donna, una bella possibilità per artigiane nel campo della moda e del design di immaginare un’impresa a partire da un’idea creativa.
 

Credit: Vaza Food Creation

L’acronimo di V.A.Z.A. (Vitamine Amminoacidi Zuccheri e Acidi grassi) è in qualche modo legato al tuo percorso di studio universitario. Quanto ti ha aiutato la tua laurea in un progetto che sembra avere a che fare più con la creatività che con la chimica?

La laurea in chimica è stata un bel percorso, ma ho sempre vissuto un dissidio interiore per non aver intrapreso un percorso di studio artistico. Per la scelta del corso specialistico avevo una certezza: la mia decisione sarebbe ricaduta su un ramo applicativo – assolutamente non teorico – della chimica. L’industria alimentare, e più in generale il settore food, era in forte ascesa e mi sembrava comunque interessante da approfondire. In alcuni esami si parlava di pigmenti estratti da frutti, baccelli, erbe…in quei momenti mi illuminavo.
 

Parlando degli ingredienti alla base dei tuoi progetti. Come li scegli e quali tecniche adoperi nel lavorarli?

Quando guardo un cibo ormai vedo subito l’oggetto che potrebbe diventare. La maggior parte dei cibi sono già pronti per il trattamento con resina, che utilizzo per rendere le creazioni immutabili nel tempo Un’ altra parte di alimenti, invece, la essicco cercando però di non alterare i colori originali.
 

Dove trovi l’ispirazione per gli oggetti che realizzi?

L’ispirazione arriva in ogni momento, abbiamo così tante immagini che quotidianamente ci stimolano la fantasia. Io semplicemente quando vado al mercato a fare la spesa, scelgo accuratamente le materie dai colori più vivaci, le forme più particolari, poi un po’ le cucino e un po’ le trasformo.
 

Credit: Vaza Food Creation

Hai iniziato realizzando gioielli, ma da un po’ di tempo a questa parte ti sei lanciata in una nuova avventura creativa: quella dei Bouquet da sposa. Ce ne parli?

Ho fatto i miei primi bouquet in occasione di un evento organizzato dal gruppo Connessioni Creative, di cui faccio parte, e mi sono divertita davvero tanto. Le idee erano tantissime e più creavo bouquet più ne riuscivo ad immaginare. Bouquet di pop corn, di verdure, di agrumi, di caramelle: idee originali per spose creative, alternative e amanti dei colori e dei profumi del cibo.

Credit: Vaza Food Creation

 

Quanto influisce il legame con la tua terra di origine, e più in generale la tradizione, nel tuo lavoro?

Siamo in Italia, la patria del buon cibo. Ogni piatto messo in tavola è un’opera d’arte prima da guardare e poi da mangiare. Credo che ognuno di noi abbia ricordi d’infanzia, di momenti felici e bellissimi legati al cibo, e per me il cibo è proprio questo: felicità. Quando immagino un gioiello o un bouquet vorrei riuscire a trasmettere le stesse sensazioni che si provano un secondo prima di addentare il proprio cibo preferito.
 

L’artigianalità e la creatività possono avere spazio nella società di oggi? La gente come guarda agli oggetti cosiddetti “handmade”?

È proprio nella società di oggi, così stressante, alienante e abitudinaria che è necessario non far spegnere la fiamma della creatività, altrimenti sarebbe la fine. Ognuno ha il proprio lato creativo e in un modo o nell’altro tutti dovrebbero riuscire a tirarlo fuori. Purtroppo internet ci ha abituati ai tutorial, ovvero ad ‘imparare a fare da sé’, quindi i lavori handmade sono visti con grande stupore e spesso sono apprezzati – e acquistati -, ma altre volte purtroppo sono visti solo come idee, spunti da rifare comodamente a casa.
 

Credit: Vaza Food Creation

Creatività, artigianato e handmade in tema primavera-estate saranno al centro della sfilata ed esposizione di giovedì 25 maggio alle 17,30 a Villino Manina a Napoli, in Vicoletto Cimarosa, 5. Un evento organizzato dal gruppo di artigtiane napoletane “Connessioni Creative”. Ce ne parli?

Siamo particolarmente orgogliose e fiere di presentare questo evento organizzato a sostegno dell’Associazione Donne come Prima, che segue donne – guerriere – che hanno combattuto la dura lotta contro il cancro al seno. Purtroppo questa brutta esperienza è stata vissuta direttamente o indirettamente anche da molte di noi ed è per questo che ci teniamo così tanto. Sarà una sfilata all’insegna della grinta e della gioia di vivere e una vetrina di abiti e accessori handmade creati per la prossima estate, nonché un’occasione di aiutare con una donazione ‘Donne come prima’ per sostenere le donne vittime di tumore al seno.



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